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February 16 In quei giorni pioveva come se non dovesse smettere mai, la neve aveva già coperto con il suo manto bianco le punte delle montagne intorno alla città e il freddo si faceva sentire anche troppo pungente. Lei era lì, appoggiata al davanzale della finestra a guardare l'acqua che malinconica cadeva, goccia dopo goccia, a bagnare tutto ciò che ostocalava il suo cammino. Nella mano stringeva una foto: ritraeva lei e un ragazzo stretti in un abbraccio, entrambi sorridenti, e forse non soltanto perchè la posa lo richiedeva. Nella sua mente i ricordi si accalcavano con i pensieri che, uno per uno, si affollavano senza trovare un posto nè una sistemazione. Lentamente tornava a qualche settimana indietro, alla sera in cui era stata scattata la foto. Si rivedeva mentre, circondata da amici, rideva e scherzava. Si rivedeva mentre lui si avvicinava e, sedendosi di fianco a lei, le prendeva la mano. Si rivedeva mentre, involontariamente, cominciava a librarsi per aria e si rivedeva mentre la sua fantasia cominciava a volare lontano.
Nella sua testa risuonavano le parole di "Anna e Marco" quella canzone che l'aveva sempre affascinata per la storia narrata: due ragazzi di periferia, così diversi ma così simili, che si incontrano ballando in un locale e a cui basta uno sguardo per capire che sono fatti l'uno per l'altra.
Sorrideva al solo pensiero che, quella sera, si sarebbe potuta sentire come Anna e che, il ragazzo che le stava di fronte, sarebbe potuto diventare il suo Marco.
E mentre quei pensieri ancora cercavano di riordinarsi, il suo mondo si fermò e loro, senza accorgersene, senza capire come e ancora con le mani strette l'una nell'altra, avevano inconcriato gli sguardi e le loro labbra si erano unite in un caldo e avvolgente bacio.
Ricordava ancora le sensazioni di quel momento, sentiva ancora addosso gli stessi brividi di quel giorno, e sentiva ancora il dolce tocco delle mani di lui accarezzarle i capelli.
E mentre ricordando provava ancora dolci emozioni un lampo la risvegliò dai suoi pensieri. I suoi occhi avevano una nuova luce, più forte, più solare, più affascinante di quella di prima. Tentò di stringere il pugno e così si ricordò della foto che ancora teneva in mano.
Un sorriso sul volto, uno sguardo malinconico alla pioggia e due metà di una foto che cadevano per terra: l'epilogo di una storia nata già finita...
November 14 Mai capitata la sensazione di avere solo voglia di mandare all'aria tutto quello che state facendo, tutti i progetti che avete in atto al momento, fare la valigia e scappare via, verso mete lontane e sconociute, verso nuovi orizzonti, verso nuovi mondi, verso una nova vita? Voglia di ricominciare tutto da capo, rifare tutto, crearsi una seconda possibilità?
October 29
Let It Be
When I find myself in times of trouble Mother Mary comes to me Speaking words of wisdom, let it be. And in my hour of darkness She is standing right in front of me Speaking words of wisdom, let it be.
Let it be, let it be. Whisper words of wisdom, let it be.
And when the broken hearted people Living in the world agree, There will be an answer, let it be. For though they may be parted there is Still a chance that they will see There will be an answer, let it be.
Let it be, let it be. Yeah There will be an answer, let it be.
And when the night is cloudy, There is still a light that shines on me, Shine on until tomorrow, let it be. I wake up to the sound of music Mother Mary comes to me Speaking words of wisdom, let it be.
Let it be, let it be. There will be an answer, let it be. Let it be, let it be, Whisper words of wisdom, let it be.
Lascia che sia
Quando cerco me stesso in periodi difficili Madre Maria viene da me Dicendo parole di saggezza, lascia che sia E nella mia ora buia è Proprio di fronte a me, Dicendo parole di saggezza, lascia che sia
Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia Sussurrando parole di saggezza, lascia che sia.
E quando tutte le persone dal cuore infranto Che vivono sulla terra si trovano d'accordo Ci sarà una risposta, lascia che sia Perché anche se sono isolate Vedranno che per loro c'è ancora un'opportunità Ci sarà una risposta, lascia che sia
Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia Ci sarà una risposta, lascia che sia
E quando la notte è cupa c'è Ancora una luce che risplende su di me Splenderà fino a domani, lascia che sia Mi sveglio al suono della musica Madre Maria viene da me Pronunciando parole di saggezza, lascia che sia
Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia Ci sarà una risposta, lascia che sia Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia Dicendo parole di saggezza, lascia che sia.October 19 Ieri, mettndo a posto un pò di foto mi sono resa conto di quanti momenti erano finiti nel dimenticatoio senza che neanche me ne rendessi conto. Alla fine la nostalgia dei bei momenti andati ha preso il sopravvento, ma ogni tanto ricostruire la propria storia fa pure bene...
...RICORDI...
Ricordo, o per o meno dovrei, gli occhi di due genitori innamorati e un batuffolo rosa dagli occhi blu che aveva fretta di venire al mondo. ricordo una mamma "gelosa" e una bimba innamorata del suo papà. Ricordo un maglione rosso "navigare" e la classica frase "un giorno sposerò papà".
Ricordo una cucina, anzi un angolo di quella cucina, una luce soffusa al neon e i genitori che chiedono alla bambina:"Vorresti una sorellina?". Ricordo gli occhioni azzurri della bambina che si illuminano di gioia e la testolina che annuisce a quella domanda tanto desiderata.
Ricordo la nursery dell'ospedale, ricordo una vetrata immensa e aldilà del vetro tante cullle e altrettanti bambini. Ricordo la frase del papà detta tanto per scherzare:"I maschietti hanno la copertina azzurra, le femminucce la copertina rosa. Scegliene uno così ce lo portiamo a casa!". Ricordo un itino puntato contro una culla, un batuffolino rosa con gli stessi occhi azzurri, il papà che sospira felice di quella scelta (aveva scelto proprio la sua sorellina), e l'inizio dell'amicia più bella che possa esistere nell'inero universo.
Ricordo la villa, i parchi giochi, le giostre. Ricordo due bambine che tenendosi per mano crescono e affrontano la vita.
Ricordo gli occhi della bambina che da azzurri come il mare diventano verdi come le giovani foglie.
Ricordo una classe elementare, una media, e una superiore. Ricordo il primo viaggio senza i genitori e all'estero per giunta. Ricordo il pianto felice, ma allo stesso tempo maliconconico di una madre e un padre che finge la forza che in realtà non ha.
Ricordo le prime cadute senza i genitori pronti a sorreggerla. Ricordo le amicizie finite male e quelle che tutt'ora sussistono, la fretta di definirsi amici per poi imparare che i VERI amici si contano sulla punta delle dita.
Ricordo le prime cotte, i pettegolezzi con le amiche, le prime uscite la sera, le prime feste, i primi sabato pomeriggio passati a rovistare nell'armadio perchè nulla di quello che c'era andava mai bene.
Ricordo le feste per i 18 anni, la gioia, i balli, la spensieratezza. Ricordo gli scherzi, a volte un pò strani, a volte divertenti.
Ricordo gli esami di maturità, le notti insonni aspettando i voti, i festeggiamenti per i buoni risultati.
Ricordo le estati passate al mare, tra spiaggia, nuotate, barche, vacanze.
Ricordo il primo giorno di università, la tensione, l'emozione per poi scoprire che, in fondo, non era poi molto differente dal liceo.
Ricordo i sogni, le aspirazioni, la gioia dopo ogni successo, le lacrime dopo ogni sconfitta. Ricordo la forza per rialzarsi e il coraggio per tornare a provare. Ricordo i dubbi, le decisioni prese anche quando facevano male.
Ricordo una ragazza che cresce e diventa grande, ma che nonostante tutto, dentro, rimane sempre una bambina! October 16 Non sapeva dire da quanto tempo fosse lì seduta... Forse era passato solo qualche secondo, forse qualche ora... Chissà... Sapeva solo che da quando si erano notati a vicenda non fcevao altro che fissarsi con sguardi intensi, con un loro perchè (almeno, lei la pensava così...). In realtà non sapeva chi fosse, quella era la prima volta che i loro sguardi si incrociavano, ma nonostante tutto embrano entrati in universo parallelo dove solo loro esistevano, divisi da pochi metri, e poi più nulla... Niente confusione intorno a loro, niente brusio di voci, solo mormorii lontani che non riuscivano a deconcentrarli da quella intensa conversazione visiva...
I loro occhi trasmettevano informazioni senza parlare, già sapevano tutto l'uno dell'altra, già avevano intrecciato le loro vite. Se solo fossero stati più vicini le loro dita si sarebbero intrecciate e i lori mondi sarebbero già diventati uno solo.
In quello stato, lei ancora non aveva capito cosa provava o cosa pensava, sperava solo che nessuno sarebbe intervenuto taliando quel magico filo invisibile che li legava. Ma così non fu....
Di punto in bianco, mentre il tempo trascorso cominciava a farsi sentire una voce arrivò a spezzare l'incantesimo, e in un attimo il castello di sabbia appena creato venne spazzato via dalle onde.
Mentre lei, distartta da un amica, comincio a parlare, lui si dissolse nel nulla, lasciando solo un vago ricordo di quei brevi ma intensi momenti, e la speranza di un altro fugace incontro.
::: E stringere le mani per fermare qualcosa che
è dentro me,
ma nella mente tua non c'è....
Capire tu non puoi,
tu chiamale se vuoi
Emozioni....
October 05 Fuori la pioggia tichettava incessantemente su tutto ciò che ostacolava la sua caduta, lenta, malinconica. Lei era affacciata alla finestra, come al solito le piaceva ammirare quella nebbiolina che si viene a creare per la strada ogni volta che la pioggia cade incessante. L'i-pod, come al solito suonava una serie di canzoni, a volte troppo lente, a volte troppo movimentate. Mentre era assorta nei suoi pensieri, una voce la riportò con i piedi per terra: "Un pò di thè caldo? é l'ideale in queste giornate fredde". Portava in mano una tazza ancora fumante e il suo sorriso aveva il potere di scaccire la malinconia di qualsiasi persona. Un leggero cenno di si con la testa, ed entrambe erano sedute al tavolo, l'una di fronte ll'altra, davanti alla calda bevanda.
"Mi spieghi che hai?"
"In che senso?"
"Ultimamente sei così silenziosa, non fai altro che rinchiuderti qui a guardare la pioggia..."
Fece spallucce... "Solo mi sento un pò sola..."
"E perchè? Mi sembra che ultimamente il tuo cellulare stia sempre a squillare... In ogni caso, mi sembra che tu sia circondata da buoni amici..."
"Prima o poi se ne andranno... Non soperchè ma non riesco più a tenermi stretto nulla... E in ogni caso non mi riferisco solo a quello..."
"Ora sono io che non capisco..."
"Guarda non mi capisco neanche io... Solo che questa sensazione è incessante, e mi fa sentire sempre peggio!"
"Non ti preoccupare, prima o poi troverai qualcuno che ti darà le sicurezze che cerchi..."
"Speriamo"
"In ogni caso io ci sarò sempre..."
"Grazie di tutto, e soprattutto grazie per lo sfogo..."
Un sorriso, ninete di più, non servivano risposte e le tazze erano ormai vuote, per cui alzandosi, entrambe tornarono alle loro faccende. September 15 Ciao...
Non so se leggerai mai questo mio post, perchè mi rendo conto che dopo il modo in cui ti ho trattato non hai motivo di venire sul mio space a leggere tutte le cretinate che mi vengono in mente e che decido di scrivere...
Ricordi quando ci siamo conosciuti? Ricordi che spesso mi dicevi che secondo te ero una persona speciale, una vera amica, ecc... e ricordi che ti sei rimangiato tutto dopo qualche mese?
Sai, all'epoca ero convinta di sapere tutto sull'amicizia, l'amore, la vita (povera illusa!)... La cosa che non ho mai capito veramente è che certe sensazioni siamo tutti bravi a raccontarle, ma quando è ora di viverle non tutti ne abbiamo il coraggio! E questo è un pò quello che io ho fatto con te, ti ho illuso, per poi scappare via nel peggiore dei modi! Mi dispiace di averlo fatto, e mi dispiace di chiederti scusa solo ora... Solo che certe cos le puoi capire solo quando le provi sulla tua pelle, ed è allora che ti rendi conto di quanto i tuoi errori sono costati cari al cuore altrui...
Mi dispiace veramente di averti fatto soffrire e di essermi comportata così male, e soprattutto mi dispiace il modo in cui ti ho trattato dopo avrti fatto male... Mi dispiace l'averti fatto ricredere su di me, e credimi se ti dico che quella persona probabilmente non ero io veramente, ma semplicemene un'attrice che riteneva di dover recitare quel ruolo, chissà perchè poi...
Cmq spero che accetterai le mie scuse e che un giornop troverai la forza per guardarmi di nuovo negli occhi, come quel giorno, a Londra... come quando riuscivo ancora ad essere un'amica speciale, come quando, acneh se ancora non ci conoscevamo veramente, mi ritenevi una persona speciale...
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